La tessitura moderna è legata al cotone. La storia di cotone però è una storia della schiavitù, dell’imperialismo, e del attuale danno ambientale. Anche se parliamo solo del cotone moderno e dell’ambiente, risulta comunque una vicenda dannosa. Dalla coltivazione alla lavorazione, il cotoneconsuma delle quantità enormi di acqua, nello stesso tempo inquina la terra con i pesticidi e le tinte chimiche. Dunque per motivi storici ed ambientali non uso il cotone, eccetto i riusi da stoffe recuperate.
Il lino e la canapa sono i miei sostituti del cotone. Impiegati sin dai tempi antichissimi, queste fibre sono attualmente meno reperibili, più costose, e di più difficile tessitura, ma hanno un passato più pulito e richiedono molto meno acqua e meno energia sia per la coltivazione che per la produzione. Il lino impiega solo 40% circa dell’acqua usata nella coltivazione del cotone e richiede meno energia; la canapa consuma complessivamente 60% meno acqua rispetto al cotone.
Insieme a queste due fibre antiche, il Tencel costituisce l’altro filato strutturale nella mia pratica. È prodotto secondo una procedura brevettata impiegando la polpa legnosa dall’eucalipto proveniente da fonti sostenibili. Le fibre vengono trattate con enzimi e acqua che sono riciclati continuamente, il 99% degli solventi e dell’acqua sono ricuperati. Il Tencel ha un impatto ambientale tra i più bassi tra tutte le fibre.
I filati recuperati e “rewound” provenienti dal nostro progetto in zona per il riciclo tessile, danno il colore e il disegno ai tessili. A inquinamento zero, nessun uso di acqua e niente CO2 aggiunto, questi filati sono il cuore della mia pratica. Mi pongono la sfida di adattarmi continuamente ai filati che non ho mai provato precedentemente ed alle risorse imprevedibili.


PROCEDURA
I colori e i pesi dei filati dipendono dai filati rinvenienti dal nostro progetto di riciclo in zona. Diventa poi il mio compito decidere che tipo di tessuto e disegno potrebbero funzionare bene, impiegando le tecniche di tessitura tipiche dei telai da quattro a otto licci, e infine compatibili con il mio senso dell’estetica. Come i Modernisti dello scorso secolo, voglio che la forma del disegno emerga dagli elementi strutturali della procedura della tessitura. Di conseguenza, i miei disegni prendono forma dagli intrecci particolari di una data tecnica.
Tutti i disegni sono completamente elaborati su carta, basati sulla mia conoscenza delle strutture tessili, i rimettaggi e le astrazioni dell’intreccio dei filati sul telaio. Niente viene generato dal computer ne con l’aiuto del software o intelligence artificiale.

Progetti
